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Programma degli incontri di novembre del Gruppo di Lettura della Biblioteca

Programma degli incontri di NOVEMBRE 
del Gruppo di Lettura della Biblioteca

CONVERSAZIONI DI NOVEMBRE 2018 NEI GIORNI DI GIOVEDI' E SABATO A CURA DEL GRUPPO DI LETTURA E CONVERSAZIONE DELLA BIBLIOTECA COMUNALE DI FIORENZUOLA PRESSO IL CAFFÈ LETTERARIO DEL BAR DELL’OSPEDALE DI FIORENZUOLA (PC) E PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE Tutte le iniziative sono gratuite e aperte a tutti Info 0523.983093 (biblioteca) e INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI 347.2983592 (gruppo di lettura)

GRUPPO DI LETTURA E CONVERSAZIONE Coordinatore Paolo Mario Buttiglieri - Ingresso libero Ogni giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30 (presso la biblioteca comunale si riunisce il Gruppo di Lettura della Biblioteca Comunale di Fiorenzuola d’Arda (Pc), dove condividere leggendo e commentando con gli altri brani delle tue letture preferite o dei tuoi scritti (poesie, racconti, articoli e riflessioni). In ogni incontro viene inoltre presentato un libro, il suo autore e la casa editrice che lo ha pubblicato Info 0523.983093 (Biblioteca) e 347.2983592 (Gruppo di Lettura della Biblioteca Comunale di Fiorenzuola).

===Ogni sabato a Fiorenzuola presso il bar dell'ospedale

Dalle ore 16 alle 17 -GIOCHI (scacchi e burraco) e TEST PSICOLOGICI -CORSI GRATUITI DI SCACCHI E BURRACO -PICCOLI GRUPPI DI CONVERSAZIONE

===Sabato 10 novembre MINI CORSO DI SCACCHI PER I RAGAZZI

dalle ore 15 alle ore 18 il Gruppo di lettura insegnerà a giocare a scacchi ai ragazzi presso la Biblioteca comunale in occasione dell’INTERNATIONAL GAMES WEEK

 

CONVERSAZIONI DI NOVEMBRE AL SABATO ALLE ORE 17 presso il Caffè Letterario del bar dell'ospedale di Fiorenzuola in via Roma 35 - Fiorenzuola d'Arda (PC).

 

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3 NOVEMBRE Stefano Longeri presenta il proprio libro “Il figlioccio della regina” 2018 Edizioni Lir

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"Il figlioccio della regina" è la storia romanzata della rivolta popolare che scoppiò nell'inverno del 1805 sui monti dell'Appennino emiliano-ligure, in particolare nelle Valli del Tidone, della Trebbia e dell'Arda

 

" ... Non è con delle frasi che si mantiene la tranquillità in Italia. Fate come ho fatto io a Binasco: che un grosso villaggio sia bruciato, fate fucilare una dozzina d'insorti, formate colonne mobili che diano caccia spietata ai briganti. Bisogna dare un esempio al popolo di questi paesi".

Napoleone Bonaparte

 

La frase di Napoleone accompagna l’ultima di copertina de “Il figlioccio della Regina”,il romanzo di Stefano Longeri che coniuga storia e immaginazione proponendo una vicenda d’invenzione ambientata però in un’epoca storica precisa ricostruita nelle sue caratteristiche ambientali, sociali e culturali. Accanto a personaggi realmente esistiti e a fatti accaduti, ci sono situazioni e personaggi e inventati, ma che nei loro pensieri e nelle loro azioni riflettono la realtà storica e sociale dell’epoca in cui è ambientata la narrazione.

 

"Il figlioccio della regina" è la storia romanzata della rivolta popolare che scoppiò nell'inverno del 1805 sui monti dell'Appennino emiliano-ligure, in particolare nelle Valli del Tidone, della Trebbia e dell'Arda, un tassello delle insorgenze antifrancesi che furono rivolte popolari scoppiate in Italia negli anni tra il 1796 e il 1814, ovvero l'arco di tempo del predominio francese sulla penisola italiana. Per quanto riguarda la vicenda narrata nel libro, scrive l’autore che “L'insorgenza”, benché passata sotto silenzio dalla storiografia ufficiale, durò due mesi e fece numerose vittime. Alla sua conclusione furono condannati a morte dal Tribunale francese ventuno ribelli, fra i quali due parroci, altri diciannove subirono condanne ai ferri e quattro morirono durante la detenzione preventiva.

 

Scrive l’autore, a riguardo ai singoli protagonisti della rivolta -  ad Agostino de' Torri in particolare, chiamato “il figlioccio della regina” - le cronache del tempo sono purtroppo assai scarne: alcune lo vogliono di Ziano, altre di Borgonovo, io ho pensato che potesse essere di Rocca Pulzana, nelle cui grotte i ribelli della Val Tidone trovarono rifugio. Per l'estrema sinteticità dei riscontri storici ho dovuto talvolta affidarmi alle tradizioni orali, tramandate di padre in figlio in modo frammentario, supplendo con l'immaginazione a raccontare i più importanti momenti che fanno di Agostino e degli insorti del 1805 gli eroi di un Risorgimento dimenticato.

 

Franca Oberti nella prefazione, conferma che l’opera di Longeri, non è solo frutto di fantasia, anche se il termine "romanzo" prevede buona parte dell'abilità di uno scrittore nel ricucire fatti storici e leggende, scontornati dalla sua creatività. “Longeri ama scrivere romanzi storici e ogni volta stupisce, perché con pochi dati, alcuni fatti scoperti per caso o cercati negli archivi, raccontati da chi ha tramandato le storie oralmente, riesce a ricavarne romanzi. In questo c'è anche buona parte del suo amore per il territorio che gli ha dato i natali e nel quale tuttora vive e onora con i suoi scritti. Il linguaggio dell'amico Stefano è alla portata di tutti; senza termini manierati, ci conduce attraverso eventi che portano il lettore indietro nel tempo, ne catturano l'attenzione e lo accompagnano nelle vite dei protagonisti, gente comune che, improvvisamente diventano per eventi storici ben noti eroi e anche martiri”.

 

Nel frenetico susseguirsi degli eventi, Stefano Longeri ci conduce alla guerriglia, alle incursioni e alle rapide e commoventi visite notturne ai parenti, alla vita grama nelle grotte, nascosti, nel gelo dell'inverno. Infine i tragici epiloghi per tante famiglie dei rivoluzionari, che pagarono per le azioni eroiche dei loro cari. 

 

L’AUTORE. Stefano Longeri, nato a Carpaneto e residente a Cerignale, si è occupato per tutta la vita di problematiche del lavoro, dedicandosi alla scrittura solo in questi ultimi anni. Dal 2008 ha pubblicato: Rivoluzionari e congiurati (Ed. Battei); Il mosquito d'Isola Serafini (Pontegobbo); II puma di Ferriere (LIR); Libertà e Impero (LIR); La bicicletta di Mussolini (Ibiskos-Ulivieri).

 

 

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10 NOVEMBRE Conversazione con Giovanni Pizzi su COMUNISMO E LIBERALISMO

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L’intervento è volto a descrivere i tratti essenziali della teoria economica comunista teorizzato da Carlo Marx e contrapporla a quelli dell’economia liberale/capitalista. Del comunismo reale, oltre ai maggiori presupposti teorici, verrà sintetizzata l’evoluzione nei vari paesi in cui è stata applicata, mentre della economia liberale/capitalista saranno descritti i meccanismi che ne stanno alla base nonché  le caratteristiche delle così dette “mani (o poteri) forti”.

 

Pizzi Giovanni bilaureato in materie aziendali ed economiche con esperienza pluridecennale nell’ambito Marketing strategico, dapprima ricoprendo attività manageriali in grandi e medie realtà aziendali, in seguito in qualità di consulente di direzione specializzato in previsioni economiche, nuovi prodotti/servizi e marketing internazionale.

 

 

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17 NOVEMBRE Conversazione con il sociologo Paolo Mario Buttiglieri su RABBIA, GELOSIA, DEPRESSIONE: I SENTIMENTI CHE PROVI QUANDO EVITI DI INCONTRARE TE STESSO

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24 NOVEMBRE Conversazione con lo psicologo Andrea Compiani su ANSIA, PANICO E CAPACITÀ DI AZIONE

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L’ansia non è una malattia, ma una reazione istintiva di cui facciamo esperienza ogni volta che siamo chiamati ad affrontare una sfida di qualche genere. L’ansia è un vero e proprio aiuto ad agire, perché ci fa pensare e muovere più in fretta; eppure succede che le persone “si ammalino” di ansia: c’è chi rimane confinato in casa per paura del prossimo attacco di panico, chi non affronta mai il cambiamento e fa della propria vita una prigione, chi vive in un soffocante e immotivato senso di allarme. Ma in tutti casi l’ansia diventa un problema solo quando la persona cede ai propri comportamenti più automatici ed istintivi.

Il contrario del comportamento istintivo è la consapevolezza (oggi in voga col termine mindfulness), un particolare stato della coscienza nel quale la persona è pienamente connessa sia con ciò che la circonda che con ciò che sta capitando al suo interno, e ha pieno controllo delle proprie azioni. La consapevolezza non è un concetto, ma un’abilità che si apprende con l’esercizio e l’esperienza.

Quindi parlare di ansia porta a interrogarci sulla nostra libertà di scelta, su come dare forma alla nostra esistenza, e a chiederci che cos’è che determina la nostra qualità della vita.

 

 

Io sono Andrea Compiani, ho 44 anni; sono psicologo psicoterapeuta ad orientamento cognitivo comportamentale e dottore di ricerca.

In ambito di ricerca mi sono occupato di processi decisionali, pensiero creativo e linguaggio; ho esperienza come formatore e docente presso scuole di specializzazione di psicoterapia. Attualmente svolgo la libera professione di psicologo e psicoterapeuta per l’adulto e l’adolescente a Piacenza, dove vivo. Sono esperto gestione dello stress e biofeedback; nella mia pratica clinica insegno e utilizzo anche tecniche di meditazione e consapevolezza e mi occupo di un ampio spettro di problemi, ma più in generale dei processi di cambiamento in vista di una più alta qualità di vita.

Ultima modifica: mar, 30 ott 2018 18:30:09 +0100 - Id: 204565

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