Presentazione
Teatro Verdi
Via Liberazione
29017 Fiorenzuola d'Arda (PC)
Tel. 0523/985253
Con la stagione musicale 2008/2009 il “Verdi” di Fiorenzuola d’Arda raggiunge la sua piena funzionalità artistica. Quel bisogno di bellezza, di teatro, di musica che caratterizza ogni comunità civile degna di definirsi tale trova dunque un
approdo significativo in un cartellone concertistico di prim’ordine. Una stagione che non si pone come semplice rassegna museale della classicità né, tanto meno, come abborracciato susseguirsi di eventi e generi - sia pur di grande livello – concepiti più che altro per soddisfare il narcisismo del committente di turno, ma, a ben vedere, come breve quanto affascinante percorso all’internodella contemporaneità musicale colta e popolare all’insieme.
In questo senso l’intento iniziale dell’assessorato alla cultura di dare spazio anche alla musica da film, a dieci anni dalla riapertura del nostro cinema Capitol, ha di fatto delineato il tratto distintivo di tutta la stagione 2008/2009 sopraccennato.
Nata come semplice “tappezzeria sonora” (Stravinskij) per coprire i rumori delle apparecchiature di proiezione o come “commento sonoro di tramonti marini e baci appassionati” (Massimo Mila) la musica da film si è via via evoluta, raggiungendo un pubblico sempre più vasto ed acquisendo un valore a sé stante, in certi casi, al di là delle scene/situazioni filmiche di riferimento. Una condizione ad oggi che ha portato molti a considerare la colonna sonora come la vera musica contemporanea, dopo decenni di avanguardismo astratto ed elitario improntato alla più totale incomunicabilità.
A livello musicale, in certo senso, si ripropone la vecchia questione del rapporto fra arti figurative e committenza, della creazione artistica più o meno svincolata da condizionamenti esterni, siano essi relativi al soggetto dell’opera o al supporto economico ad essa sottesa. E se tutta la grande arte rinascimentale, così come la cosiddetta musica a programma e l’impressionismo musicale otto-novecentesco, si muovono nell’ambito di questo apparente condizionamento esterno, ad oggi vien quasi da pensare che spesso la scarsità, il limite imposto da unsoggetto letterario così come da una situazione/immagine cinematografica terza siano paradossalmente quella situazione ideale che permette all’artista di dare il meglio di sé, rendendosi meglio comunicabile.
Per il premio Oscar Nicola Piovani non esiste infatti un genere “musica da film” a sé stante ed è impossibile formalmente definire cosa sia “la musica cinematografica”. E se Piovani con il suo quintetto conferirà dignità musicale assoluta alle sue più conosciute colonne sonore, l’altro premio Oscar Luis Bacalov ci offrirà una raffinata e straordinaria rielaborazione di “quell’idea che si balla”, il tango, insieme ad una delle più prestigiose interpreti a livello internazionale del genere.
Allo stesso modo, coerente con l’assunto iniziale è anche il concerto apparentemente più “classico” della stagione: il duo formato Sergej Krylov (attualmente considerato uno dei maggiori violinisti al mondo) e Giuseppe Andaloro (recente vincitore del concorso pianistico “Ferruccio Busoni”) affronterà celebri pagine di Albeniz, DeFalla, Debussy attraverso un percorso musicale letterario/impressionistico evocante le atmosfere della tradizione e del folklore spagnolo, passando per le “nostalgiche visioni” dei tre preludi per pianoforte del grande autore francese.
“Cello solo”, il concerto di Giovanni Sollima, definito il Jimi Hendrix del violoncello, paradossalmente si pone quindi come una sorta di momento polifonico riassuntivo di tutta la stagione: la “curiosità patologica” dello straordinario compositore e strumentista siciliano si traduce in una esplorazione inesausta fra i più disparati generi musicali. Sollima supera e sublima ogni discorso formale attraverso l’esperienza del suono, realizzando come una fusione dionisiaca fra sé ed il suo strumento fino quasi a divenire tutt’uno con esso.
Infine, visto che anche la domanda ha la sua importanza, la stagione musicale si chiude con una delle più divertenti ed esilaranti operette italiane, Cin Ci Là. Anche il divertimento ha la sua importanza. E divertimento sia!
Nicoletta Barbieri
Assessorato alla Cultura
Con la collaborazione del
Maestro Fabio Torrembini