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Cenni Storici

Fu nel 1841 che il Comune decise di ristrutturare un'abbazia di proprietà del capitolo di Piacenza per ospitare servizi destinati ai cittadini, tra cui un teatro pubblico. Nel 1847 fu finalmente approvato, con decreto di Maria Luigia, il progetto dell’architetto Giannantonio Perreau. Il progetto decorativo, opera del pittore Bertolotti, in seguito affiancato dagli scenografi Giacobelli e Gelati, fu invece scelto dalla Reale Accademia delle Belle Arti di Parma. L'inaugurazione avvenne l’8 ottobre 1853 con la rappresentazione dell'Attila di Giuseppe Verdi. Il teatro fu intitolato all'imperatore Carlo III, ma, con l'annessione di Fiorenzuola al Regno Sabaudo, il nome fu cambiato, nel 1859, semplicemente in Municipale. Nel 1901 lo si è voluto dedicare a Giuseppe Verdi.

Dall'atrio a pianta rettangolare si accede alla platea con pianta a ferro di cavallo, a tre ordini di palchi ed a un loggione. Il teatro subì nel 1914 una pesante ristrutturazione che preservò in parte l'originale tipologia ottocentesca. L'anno successivo furono completamente rifatte le decorazioni: il pittore Varoli dipinse effigi di autori celebri e medaglioni con figure mitologiche sulle balconate dei palchi. Il soffitto, datato 1915, raffigura le tre muse della musica, della poesia e della pittura. Nel 1923 il Teatro subì un nuovo restauro, diretto dall'ingegner Frignani. Dopo più di un secolo di intensa attività, negli anni ’60, il Teatro fu definitivamente chiuso. E’ iniziato così un progressivo degrado della struttura, che ha reso necessario nei primi anni ‘80 un intervento di emergenza al tetto. E’ solo negli ultimi anni che il Comune ha intrapreso l’opera di recupero integrale della struttura, per restituire oggi ai Cittadini tutti un bene irrinunciabile e di inestimabile valore.

Giuseppe Verdi

Fiorenzuola non ha certo dato i natali a Giuseppe Verdi, ma lo ha sicuramente sempre accompagnato alle sue varie destinazioni grazie alla stazione ferroviaria cittadina. Un legame geografico, biografico e affettivo unisce quindi la nostra Città al grande Maestro, che oggi torna a vivere nel nostro Teatro.

Cronologia storica

  • 1830: La duchessa Maria Luigia rinuncia a favore del Comune alla parte a lei spettante dell’imposta sul dazio; L’Anzianato decide di utilizzare la somma per la costruzione di una sala di pubblico intrattenimento; La decisione porta ad una serie di disaccordi e all’opposizione di alcuni cittadini;
  • 1837: La duchessa Maria Luigia partecipa all’inaugurazione del ponte sull’arda;
  • 1841: L’Amministrazione Comunale delibera di erigere un vero e proprio teatro, a testimoniare la gratitudine per la sovrana e memori del grande incontro del 1837;
  • Viene affidata la progettazione all’Arch. Perreau di Piacenza, insegnante di geometria, architettura e ornato all’Istituto d’Arte “Gazzola”;
  • Viene scelta come ubicazione l’area occupata da alcuni fabbricati in corso Garibaldi ove si trovava il municipio;
  • Perreau presenta il primo progetto per una capienza di circa trecento persone;
  • 1842: I cittadini contrari inviano una petizione alla duchessa per impedire l’attuazione del progetto o quanto meno di rinviarla;
  • fra le motivazioni i costi elevati e la necessità di altre opere come un locale per il commercio delle granaglie o un asilo;
  • Nonostante le decisioni dell’amministrazione, gli oppositori riescono a ritardare l’esecuzione del progetto e ad ottenere che fra gli spazi del teatro vengano ricavate aule per la scuola di musica e sale per il commercio delle granaglie;
  • Queste richieste portano alla scelta di una nuova area per la realizzazione: l’area è individuata in alcuni fabbricati della curia, l’area dove si trova ora il teatro;
  • Il podestà pubblica un avviso per la vendita dei palchi: ne vengono prenotati 24 per £ 300 (1° ordine) e £ 400 (2° ordine)
  • 1845: Perreau elabora così un secondo progetto che prevede la platea ed il palcoscenico in posizione invertita rispetto quella attuale: il costo è di £ 41.000,00 ma, rivisto, arriverà a £ 54.500,00;
  • 1847: Si arriva alla terza versione del progetto, quella definitiva, a “ferro di cavallo” con la disposizione attuale di platea e palcoscenico;
  • La duchessa Maria Luigia approva la spesa di £ 54.500,00, ma morirà il 17 dicembre 1847;
  • I lavori vengono appaltati con asta pubblica al cottimista Bartolomeo Tinelli;
  • 1851: L’Amministrazione delibera una modifica del progetto, trasformando l’originario loggione in un terzo ordine di palchi;
  • 1852: I lavori vengono conclusi ;
  • 1853: Ai proprietari dei palchi nei vari ordini, viene assegnato il palco per estrazione;
  • In marzo le decorazioni vengono affidate al pittore Vincenzo Bortolotti di Parma;
  • In giugno viene stilato il regolamento del teatro e si insedia la commissione amministrativa: il regolamento prevede manifestazioni per il carnevale e per la festa patronale;
  • A luglio viene indetta la gara d’appalto per le opere di apertura: viene scelta la proposta dell’impresario Squassoni di parma, dopo un’iniziale scelta per l’impresario Bissi;
  • In data 8 ottobre 1853 il Teatro Comunale di Fiorenzuola viene inaugurato con l’opera “Attila” di Giuseppe Verdi;
  • Il 15 novembre, nella locandina del “Nabucco”, appare per la prima volta il nuovo nome “Teatro Carlo III” in onore del nuovo duca cui Carlo II di Borbone aveva ceduto il titolo;
  • 1856: Si tiene il primo veglione mascherato;
  • 1858: Si provvede ad un importante adeguamento degli impianti, con l’introduzione dei caloriferi;
  • 1859: Il teatro assume il nome di teatro municipale dopo la morte di Carlo III assassinato a parma;
  • 1901: Il teatro viene intitolato a Giuseppe Verdi;
  • 1906: Si evidenziano alcune nuove esigenze, fra cui la necessità di un numero maggiore di posti liberi: viene presentata una proposta dall’arch. Nicelli, che non verrà realizzata, in quanto prevedeva la realizzazione dei prosceni e di una balconata con soppressione di quattro palchi del terzo ordine;
  • 1910: La Regia Commissione di vigilanza sui pubblici teatri dichiara inagibile il teatro per ragioni di sicurezza e igiene;
  • Nel frattempo giunge una proposta di Carlo Zucchi che prevede la realizzazione del loggione sopra il terzo ordine di palchi;
  • A Nicelli viene proposta la modifica del proprio progetto con supporto nella revisione dello stesso Zucchi, ma Nicelli rifiuta;
  • La Commissione adotta così il progetto di Zucchi che viene completato e sottoscritto dal tecnico comunale ing. Frignani;
  • 1911: Iniziano i lavori che dureranno per cinque anni e portano il teatro alla struttura attuale;
  • 1962: Il teatro viene dichiarato inagibile per motivi di sicurezza;
  • 1985: Viene revisionata la copertura;
  • 2003: Pubblicazione del libro “Il Teatro Giuseppe Verdi di Fiorenzuola d’Arda” a cura di Giancarlo Cremonesi;
  • 2006: Il teatro viene riconsegnato alla città