Emergenza Coronavirus old

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.Comunicazioni del Sindaco

.Presidenza del Consiglio dei Ministri
                          Le misure adottate dal governo
                          
Dpcm 22 marzo 2020

DCPM 11 marzo 2020
FAQ domande frequenti sulle misure adottate dal Governo sul contenimento contagio COVID-19

Nuovo Coronavirus: domande frequenti sulle misure per le persone con disabilità

.   Aggiornamenti dal sito dell'Azienda USL di Piacenza

.  il decreto del Presidente della Giunta regionale n. 45 del 21 marzo 2020 (pdf, 172.83 KB)
il decreto del Presidente della Giunta regionale n. 43 del 20 marzo 2020 (pdf, 343.33 KB)
il decreto del Presidente della Giunta regionale n. 41 del 18 marzo 2020 (pdf, 195.22 KB)
Coronavirus, le misure in vigore in Emilia-Romagna
Nuova stretta in Emilia-Romagna: chiusi i mercati tutti i giorni e, dopo le 18, anche pizzerie al taglio, piadinerie, gelaterie

. DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18
(notifiche e pagamento sanzioni)

I SI✅ ed i NO❌ del DPCM 8 marzo 2020.

Sospeso il mercato del sabato anche per i banchi alimentari, fino a nuova disposizione.

Per il momento confermato il mercato del giovedì confidando nel buon senso dei cittadini e demandando ai vigili il rispetto delle distanze.

ORDINANZA CONTINGIBILE ED URGENTE RELATIVA ALL’EMERGENZA PER CONTAGIO DA COVID-19 (CORONAVIRUS).
Odinanza n. 6 del 03.03.2020

domenica,  8 marzo 2020

Coronavirus, le misure in vigore in Emilia-Romagna: possibile spostarsi per motivi di lavoro e movimentare le merci

Il Decreto del Governo. Ordinanza del presidente Bonaccini: stop attività piscine, palestre, centri ricreativi e diurni in tutto il territorio regionale

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Decreto sulle misure urgenti di contenimento del Coronavirus. 

L’atto deriva dalle indicazioni del Comitato tecnico scientifico ed è adottato d’intesa con i ministri competenti e sentite le Regioni. 

Elimina le precedenti zone rosse, e cioè i Comuni focolaio dell’epidemia della Lombardia e del Veneto, e suddivide il Paese sostanzialmente in due aree.

La prima, per la quale sono previste misure più restrittive a causa della maggiore diffusione del virus, comprende la Lombardia e le province emiliano-romagnole di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Rimini, oltre a quelle di Pesaro e Urbino nelle Marche, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli in Piemonte e Padova, Treviso, Venezia in Veneto.

Altre misure di contenimento del contagio valgono invece su tutto il territorio nazionale, e quindi sulle altre province dell’Emilia-Romagna: Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena

Le misure contenute nel decreto sono valide da oggi, 8 marzo, al prossimo 3 aprile

Nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena, la sospensione di nidi, scuole e Università rimane invece in vigore fino al 15 marzo

Libertà di spostamento per lavoratori e merci 

In merito a una delle misure più importanti, e cioè evitare gli spostamenti di persone nelle aree oggetto delle misure più stringenti, fra cui le cinque province emiliano-romagnole, limitandole a comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute, il Governo, durante una videoconferenza con le Regioni nel pomeriggio, ha chiarito in modo inequivocabile come non esistano restrizioni per la mobilità dei lavoratori e delle merci né all’interno del Paese né tra il nostro Paese e gli altri. Dunque, chi deve spostarsi per ragioni di lavoro, anche fra le province e all’interno di esse, lo possa fare. E’ quindi garantito il diritto a lavorare per chi è in buona salute, non presenta sintomi né debba rispettare il periodo di quarantena. Con l’avvertenza che si tratti sempre di spostamenti per ragioni di lavoro o di necessità.

DPCM 1 marzo 2020
DPCM 4 marzo 2020
DPCM 8 marzo 2020
DPCM 9 marzo 2020

 

Inoltre, vi segnaliamo che sul sito dell'ANCI è attivo un banner dedicato all'emergenza con Helpdesk

Il Governo ha emanato il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dpcm) sulle misure per il contrasto alla diffusione del coronavirus.

Un provvedimento che viene assunto sentito il Comitato Tecnico Scientifico (Cts) nazionale, le cui indicazioni seguono l’evolversi della situazione epidemiologica. E considerate le dimensioni sovranazionali del fenomeno e l’interessamento di più ambiti sul territorio nazionale, l’obiettivo è quello di garantire uniformità nell’attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea. Con l’ausilio costante della comunità scientifica: oltre all’Istituto superiore di sanità, il Cts è stato potenziato con il coinvolgimento delle Società scientifiche coinvolte per materia sul Coronavirus.

Il Decreto è adottato sentite le Regioni.

Le misure previste sono valide dall’2 all’8 marzo.

Il Decreto contiene norme che valgono per i soli Comuni delle Zone rosse, altre per tutte le tre le regioni del Nord Italia maggiormente colpite dalla diffusione del virus (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna a cui si aggiungono le province di Pesaro-Urbino e Savona) e altre ancora per l’intero territorio nazionale. Alcune si applicano per la sola provincia di Piacenza - in analogia con la Lombardia - dove si concentra la grande maggioranza dei casi positivi in Emilia-Romagna, a causa della contiguità con l’area del Lodigiano, il focolaio più attivo nel Paese.

Coronavirus, ecco il punto della situazione al 28 febbraio.

I positivi al Covid-19 registrati in Emilia-Romagna sono diventati 145: 89 a Piacenza, 18 a Modena, 27 a Parma, 9 a Rimini,1 Reggio Emilia e 1 a Ravenna (sono le province in cui è stata fatta la diagnosi e non quelle di residenza dei pazienti). In totale passano da 1.224 ai 1.277 i tamponi refertati in Emilia-Romagna .

Tra i 145 casi positivi, 80 sono in cura a casa e solo 6 in terapia intensiva. Si registra anche un nuovo decesso, il secondo avvenuto a Piacenza. Si tratta di un cittadino lodigiano di 85 anni ricoverato all’ospedale Guglielmo da Saliceto. Questo caso di Covid-19 comunque deve essere ancora validato dall’Istituto Superiore di Sanità.

A Piacenza gli 89 positivi sono stati registrati su 530 tamponi refertati (quelli prelevati finora sono 1.180). La percentuale risulta più alta non perché ci sia un aumento dei casi, ma perché adesso si stanno prelevando i tamponi solo dai pazienti sintomatici. In provincia, Podenzano registra 5 casi, Borgonovo e Fiorenzuola 4, mentre 3 sono quelli a Castel San Giovanni e 2 i positivi a Monticelli e Rivergaro. Calendasco, Carpaneto, Castell’Arquato, Castelvetro, Piozzano e San Giorgio registrano 1 caso a testa.

Tra i positivi, come ha sottolineato Luca Baldino, direttore generale dell’Ausl di Piacenza, interpellato dalla dottoressa Croci dell’Ufficio scolastico provinciale, non sono presenti minori. Il più giovane colpito dal coronavirus per ora è un ragazzo di 20 anni.

Da oggi il numero verde 800.033.033 della Regione per informazioni sanitarie, sarà attivo con nuovi orari, ossia 7 giorni su 7, dalle 8.30 alle 18.

E intanto ai confini del piacentino è stato attivato un nuovo modulo provvisorio di triage all’ospedale di Fidenza. Senza allarmismo, ci si prepara anche a un possibile aumento dei ricoveri, come ha spiegato il dottor Pagani, presidente dell’Ordine dei medici di Piacenza dopo una riunione con gli altri presidenti emiliani. A scopo preventivo si sta organizzando infatti una rete dei reparti di terapia intensiva che sarà gestita a livello regionale con l’aiuto degli ospedali di Parma, Reggio Emilia e Modena. Il tutto in aggiunta ai posti letto già predisposti nei nosocomi di Piacenza, Fiorenzuola e Castel San Giovanni.

Sempre a livello regionale, stavolta sul fronte scolastico, il presidente Bonaccini propende per una proroga della chiusura degli istituti di ogni ordine e grado, che condivido, mentre pare che la Regione Veneto abbia intenzione di far riprendere le attività.

Ultimo aggiornamento: 04/08/2020 11:52.13